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Archive for the ‘Degustazioni’ Category

Questo piatto è nato perchè volevo provare ad abbinare gli asparagi con qualche spezia, così tanto per cambiare dal solito ‘uovo e parmigiano’, e ho pensato allo zafferano proprio per la caratteristiche aromatiche praticamente opposte ma di altrettanto grande intensità. Lo zafferano a mio gusto va dosato bene, perchè tende a risultare un po’ nauseante e l’abbinamento in effetti mi è piaciuto molto, anche cromaticamente non è male, no? ho trovato particolare che, credo per via della consistenza di questi gnocchi, la dolcezza e l’aroma inconfondibile dello zafferano, emergono alla distanza, ovvero inizialmente mi sembrava di averne messo troppo poco e che l’asparago vincesse nettamente, poi invece dopo qualche forchettata le cose cambiano e il piatto trova un suo equilibrio molto piacevole. Ho abbinato un Langhe Bianco 2006 di G.D.Vajra da vitigno Riesling renano 100%, davvero impeccabile. (altro…)

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Destino volle ieri mattina che io passassi per la primissima volta dal blog di Mariluna e ci trovassi esattamente quel che stavo cercando. Cercavo infatti l’ispirazione per preparare una cosina da tagliere, per l’abbinamento a una delle nostre degustazioni periodiche, il formaggio c’era, il salame pure, il pane buono preso… serviva giusto una tortina, pensavo ad un dolce ma non avevo chiaro in mente nulla di preciso, quando si sono materializzate queste bellissime tartellette, nè dolci nè salate e strabordanti di gusto e profumo. Il tema della serata dopo il primo approccio della volta scorsa, era di nuovo il Friuli con i suoi vitigni autoctoni, questa volta a bacca bianca. In programma due vini bianchi secchi, Tocai  Friulano 2006 e Malvasia Istriana 2003, seguiti da due bianchi da dessert il Picolit 2005 di Az. Agr. La Tunella e il Ramandolo Docg 2002 di Dario Coos. In mezzo a questi ultimi ci sono finite queste tartellette con gorgonzola, miele e pere Kaiser, così buone da essere già in sè stesse equilibrate, riassunto burroso e perfetto di ingredienti tutti adatti all’abbinamento a grandi vini da dessert.

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Quando io ero piccola il dolce di Pasqua a casa nostra era la colomba, quella di marca, comprata al supermercato – che a me non piaceva, come non mi piaceva il panettone. Negli anni più fortunati c’era anche l’uovo di cioccolato, ma non ho molti ricordi legati a questo; piuttosto ricordo bene che un anno mia mamma ci regalò degli agnellini di marzapane, comprati in pasticceria. Erano quanto di più bello e perfetto potessi ammirare, con il musetto disegnato sorridente, il colore leggermente biondo, il rilievo che simulava la lana, un profumo e un gusto così dolce e buono e mai assaggiato prima, da sembrarmi una vera rivelazione. Mi ricordo che me lo feci durare tanto, credo settimane, sbocconcellandolo solo un pezzetto alla volta, come se mi fosse stato detto che non l’avrei mai più riassaggiato.

Anni dopo mia mamma comprò il grano in erboristeria, lo mise a bagno nell’acqua e disse che visto che l’aveva trovato ci avrebbe fatto la pastiera. Fu la svolta, per me davvero un’illuminazione. Avrò avuto quindici anni  e trovavo questa cosa del grano intero infilato in una crema e a sua volta poi messa in una torta, quanto di più originale ed esotico avessi mai visto. Senza contare che all’epoca, già il fatto che si facesse una torta in casa era proprio un evento foriero di gioia vera, un ‘di più’ estremamente raro ed apprezzabile. (altro…)

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La ricerca dell’abbinamento perfetto è una missione impossibile ma spesso molto avvicinabile e per questo sempre appassionate. Capita così che facendo qualche ipotesi per il menù di Pasqua mi sia messa in testa di riassaggiare questo vino, un passito di Moscato Giallo altoatesino, il Serenade Castelgiovannelli 2004 della Cantina di Caldaro. A dire la verità, non avevo nessun bisogno di rinfrescarmi la memoria, anzi, questo è uno di quei vini che ti emozionano così tanto da diventare praticamente indelebili, oserei dire come certe tele impressioniste, in cui i tratti, le pennellate dense ma impalpabili dànno un risultato d’insieme mirabile, affascinante e bellissimo. (altro…)

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Ieri sera è andata in scena qui da me una degustazione di vini rossi friulani. Io non amo molto le ormai diffusissime serate di  degustazione da vineria con vini possibilmente altisonanti in cui uno fa il discorsetto, gli altri ascoltano e bevono e tutto finisce a tarallucci e vino -appunto- e a chi se la tira di più. Qui invece ci mettiamo in pochi, seduti al tavolo e senza tanta confusione proviamo a capire i perchè e i percome di cosa stiamo assaggiando, mangiucchiamo qualcosa e scherziamo un po’, e il clima che si crea ha secondo me il giusto equilibrio tra la convivialità e la professionalità.

Va da sè che di solito per queste occasioni, oltre a qualche salume e uno o due formaggi di zona, mi piace preparare qualcosa in casa, il chè per praticità spesso si traduce in torta salata o muffin o cake di qualche genere, a seconda del tema della serata e dell’ispirazione del momento. Per cui ieri è stata la volta di questa sfoglia salata con emmental e cipolla. (altro…)

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Questo è un vino rarissimo e folgorante almeno quanto la torta di ieri. Ha una storia davvero unica alle spalle, e nasce dalla volontà del produttore di ricreare un vino medievale che all’epoca era considerato base essenziale di preparazioni medicinali e ispirato da Ippocrate. Prima di tutto è un vino da meditazione, incline ad accompagnare lunghe conversazioni a fine pasto e racconti di viaggio verso Oriente, viaggi segnati dai profumi dei mercati e dalle atmosfere esotiche e sognanti. E’ il vino giusto per cullare i pensieri e ascoltare toni di voce profondi, per musica jazz e film d’autore, per i pomeriggi più pigri, comodi e casalinghi. La speziatura spudorata, la morbidezza e l’intensità lo rendono perfetto in abbinamento al cioccolato fondente, ai canditi ricoperti, alle praline alle spezie, e a tutte le preparazioni anche più creative e innovative a base di cacao aromatico (penso in particolare alla selvaggina al cacao) ed è una vera scoperta anche con formaggi stagionati e pecorini stravecchi.  (altro…)

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A chi vive con forza e tenacia, a chi è appassionato ogni giorno, a chi rischia, aspetta e raccoglie. A chi segue un sogno e sa volare, a chi è semplice ma ha mille sfumature, a chi crea profumi e bollicine. All’immediatezza, ai toni cupi di certi giorni, a chi ha troppo chiasso attorno e a chi ha il silenzio, a chi fotografa la luce e sa colorare, alla fragranza e alla leggerezza. A chi ha il coraggio di cambiare, di offrire nuove prospettive, a chi trascina e assapora e scopre, a chi ricerca e rispetta e ascolta. A chi lascia dietro sè espressione, non ricordi o nostalgia ma la certezza di una vita umana, imperfetta, ambiziosa e per questo ogni giorno esemplare.

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