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Archive for the ‘Piatti unici’ Category

Questo piatto è nato perchè volevo provare ad abbinare gli asparagi con qualche spezia, così tanto per cambiare dal solito ‘uovo e parmigiano’, e ho pensato allo zafferano proprio per la caratteristiche aromatiche praticamente opposte ma di altrettanto grande intensità. Lo zafferano a mio gusto va dosato bene, perchè tende a risultare un po’ nauseante e l’abbinamento in effetti mi è piaciuto molto, anche cromaticamente non è male, no? ho trovato particolare che, credo per via della consistenza di questi gnocchi, la dolcezza e l’aroma inconfondibile dello zafferano, emergono alla distanza, ovvero inizialmente mi sembrava di averne messo troppo poco e che l’asparago vincesse nettamente, poi invece dopo qualche forchettata le cose cambiano e il piatto trova un suo equilibrio molto piacevole. Ho abbinato un Langhe Bianco 2006 di G.D.Vajra da vitigno Riesling renano 100%, davvero impeccabile. (altro…)

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Il mio rapporto con i lievitati non è mai stato tanto buono, e per l’impasto della pizza ho provato varie volte a seguire più ricette e più consigli, ma vuoi o non vuoi c’è sempre qualcosa che va storto. O la pasta non gonfia, o la lascio lievitare per troppo tempo, o aspetto troppo poco, o fa troppo freddo, o poi al momento di stenderla si straccia, o dulcis in fundo la faccio cuocere troppo sbruciacchiandola qua e là. Tutto questo fino a ieri! Dopo varie prove altalenanti, con la pizza di ieri sera mi sento di dire che si sta delineando nel cucinino una ricetta che mi piace e che è quasi del tutto affidabile. Ragion per cui posto questa ricetta nel tentativo di non dimenticarmi cosa ci ho messo, e soprattutto perchè per la prima volta è croccante e soffice e degna di nota.

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La foto proprio non rende giustizia a questa torta salata, scattata al volo nel bel mezzo dei preparativi per il pranzo di Pasqua, mentre aspettava il suo turno per tornare in forno,  tra l’uscita delle pastiere e l’entrata della teglia di patate al rosmarino. Se fosse un film si direbbe ‘liberamente ispirato’ dal blog di Campodifragole, che ho scoperto da poco e con vero piacere. La brisè con i semi di papavero l’avevo già fatta per questi biscotti, rivisti di recente anche qui e anche qui, per i carciofi si sa che ne vado matta, mentre la fonduta di parmigiano è stata una scommessa, sono andata a occhio ed è andata bene. In abbinamento praticamente perfetto suggerirei un Franciacorta Satèn docg, buono almeno quanto il Magnificentia di Uberti. La pungenza delle bollicine armonizza la componente grassa della pasta e del formaggio, mentre l’intensità olfattiva e la morbidezza vanno a nozze con i carciofi sempre un po’ esuberanti. Un connubio che mette allegria e fa subito festa. (altro…)

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Non mi sembra ancora possibile ma ieri era davvero la pirmavera. Mi sono alzata di buon’ora e ho iniziato un po’ di lavori in giardino, faccende che ormai rimandavo da troppe settimane e che hanno preso il sopravvento sotto forma di urgenti pulizie pasquali. Di solito ci sto più attenta, ma presa da un certo entusiasmo primaverile, ho acceso il tosaerba qualche minuto prima delle 8, contando sul fatto che essendo lunedì tutti i vicini fossero già usciti o quanto meno belli svegli. Spero di non aver rovinato il sonno a qualche negoziante nel suo unico giorno libero, posso aggiungere però a mia parziale discolpa che si e no mezz’ora più tardi qualcuno potava gli alberi nelle vicinanze con tanto di motosega… L’aria era limpida ma non troppo fredda, e nell’arco della mattinata il sole mi batteva sulla schiena sempre più caldo e bello. Ho rinvasato qualche piantina, sistemato le rose già piene di foglioline, osservato e trapiantato getti nuovi, orientato con orgoglio certi rami di piante un po’ cresciute. (altro…)

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L’altro giorno al mercato ho preso un paio di stinchi di maiale che non avevo mai comprato nè cucinato. Non ero in cerca di nulla in particolare e giravo tra una bancarella e l’altra semplicemente impiegando quei cinque minuti di tempo che mi ero presa prima di andare a lavorare. Ho chiesto al signore della macelleria qualche suggerimento su come farli e lui mi ha detto ‘al forno! oppure alla birra, in pentola, come li cucinano in Germania’. Io come al mio solito ho mischiato un po’ le cose e li ho cucinati al vino bianco, poi ci ho piazzato due contorni, uno perchè mi sembrava d’obbligo, l’altro per vera voglia di sperimentare. (altro…)

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Era già da un po’ di tempo che volevo provare una torta salata senza usare la solita pasta sfoglia pronta, e girando qua e là ho trovato molto interessante questo impasto di Stella di Sale, dall’aria piuttosto semplice e giustamente rustico. Come è ovvio ho apportato subito le mie belle modifiche e trattandosi di un esperimento soprattutto ho ridotto le dosi dell’impasto, così da ottenere una tortina di circa 15 cm di diametro, adatta per un brunch o da dividere in due porzioni nel più classico dei pic nic, e perchè no? anche per quello di Cannelle. Per il ripieno ho attinto allo speck e allo stracchino che avevo in frigo, ma sicuramente la preferirei con delle verdure. Ultima pecca (di cui mi sono accorta solo guardando la foto) il non averla magari guarnita con del pepe o del rosmarino tritato, così – giusto perchè anche l’occhio vuole la sua parte. (altro…)

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Ieri il mio rientro a casa è stato segnato da una nevicata tardiva da brivido. Anomala un bel po’ considerando il calendario ma soprattutto considerando che si è trattato di un fragoroso temporale con fior di tuoni, solo che invece di piovere acqua pioveva neve. Questo evento climatico sommato al vuoto cosmico che regnava sovrano nel mio frigorifero e all’inevitabile impatto emotivo dovuto al passaggio da +30° C a +3° C, ha sviluppato in me un improvviso e irrefrenabile desiderio di piatto rassicurante da cucina povera. Fortuna che avevo in casa l’ultimo sacchetto di borlotti dell’orto congelati, e poco altro in dispensa. (altro…)

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Ieri sera è andata in scena qui da me una degustazione di vini rossi friulani. Io non amo molto le ormai diffusissime serate di  degustazione da vineria con vini possibilmente altisonanti in cui uno fa il discorsetto, gli altri ascoltano e bevono e tutto finisce a tarallucci e vino -appunto- e a chi se la tira di più. Qui invece ci mettiamo in pochi, seduti al tavolo e senza tanta confusione proviamo a capire i perchè e i percome di cosa stiamo assaggiando, mangiucchiamo qualcosa e scherziamo un po’, e il clima che si crea ha secondo me il giusto equilibrio tra la convivialità e la professionalità.

Va da sè che di solito per queste occasioni, oltre a qualche salume e uno o due formaggi di zona, mi piace preparare qualcosa in casa, il chè per praticità spesso si traduce in torta salata o muffin o cake di qualche genere, a seconda del tema della serata e dell’ispirazione del momento. Per cui ieri è stata la volta di questa sfoglia salata con emmental e cipolla. (altro…)

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In giro per i foodblog esiste un filone di post che potremmo ribattezzare come ‘Ricordi d’infanzia’ che iniziano con frasi tipo ‘mi ricordo che da piccolina mangiavo questa cosa’ oppure ‘mia mamma preparava sempre questo piatto che per me vuol dire casa’, oppure ancor meglio ‘è aiutando mia nonna che ho iniziato ad amare la cucina’ e cose del genere, molto romantiche, non nostalgiche, e spesso foriere di ricette indicibilmente buone. Ebbene questo post fa parte del suddetto filone, io stessa sento di far proprio parte del filone.

Quando io ero bambina non si buttava via niente in cucina, e così anche la crosta dura del parmigiano aveva un suo utilizzo speciale, e mia mamma la metteva a bollire nel minestrone per farla diventare morbida e per dare più gusto alle verdure. Mi ricordo benissimo che se il minestrone non era cremoso come piace a me, l’unica cosa che volevo mangiare era quel pezzettone morbido di parmigiano buono, e verdure niente. Poi sono diventata grande, e ho fatto in modo che questa buona abitudine in famiglia venisse sopressa. (altro…)

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Ultimamente cucino all’insegna della versatilità. Oppure semplicemente la mia testolina cerca di trovare soluzioni alternative ai soliti schemini colazione-pranzo-cena, e primo-secondo-contorno. Qui siamo certamente di fronte ad un contorno, un contorno un po’ ‘della domenica’ nel senso che è comunque piuttosto ricco, pur senza essere pesante e restando facilissimo da preparare. A me comunque la verdura al forno fatta così piace soprattutto come primo piatto (d’estate l’insalata, d’inverno non tanto…), o meglio ancora come piatto base, da completare con qualcosina di proteico per avere un bel pranzetto bilanciato e molto gustoso. Di solito preparo il radicchio di Chioggia, oppure quello lungo, oppure quello variegato, e poi buonissima è anche l’indivia belga.

Non mi sono scordata del Gewurztraminer, che guarda caso sta benissimo anche qui. Infatti l’amarognolo della verdura e l’aromaticità del connubio radicchio-crosticina gratinata, stanno perfettamente con la morbidezza e la fragranza del vitigno. (altro…)

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