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Posts Tagged ‘pasta fresca’

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Ed ecco che appena entrata in possesso della vecchia Imperia di famiglia, ho voluto dar libero sfogo alla mia creatività, tirando una bellissima pasta all’uovo. Inizialmente non ci eravamo capite, io e lei, qualche cigolio di troppo  e soprattutto una buona dose di maldestrìa. Però un po’ alla volta tutto ha iniziato a filare come doveva, è stato leggermente più laborioso di quanto avessi previsto ma in definitiva divertente e soprattutto soddisfacente. Per il ripieno invece sono un po’ meno orgogliosa, non che avesse dei veri difetti -tipo di consistenza per intenderci- ma perchè per voler far per forza tutto con certi avanzi che languivano in frigorifero, al gusto è risultato un po’ scialbo, sicuramente da rielaborare o meglio ancora da scopiazzare… (altro…)

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L’Imperia vintage

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Da piccola avevo il sonno leggero e quand’era festa mi svegliavo sempre piuttosto presto, dal lettino sentivo la mamma già operosa in cucina, e mi veniva voglia di alzarmi  per andare a curiosare. Così sbucavo in cucina col mio pigiama e le pantofoline, e non di rado trovavo il tavolo già interamente ricoperto di gnocchi appena fatti ad esempio, o di tagliatelle o di agnolotti. Mia mamma allora faceva un po’ di posto su quello stesso tavolo e mi dava la colazione, la scodella di latte coi biscotti, e mentre io mangiavo lei riprendeva il lavoro e io con piacere la osservavo. Magari gli gnocchi erano fatti ma ancora da passare nella forchetta, in quel caso potevo anche io partecipare al gioco, dosando la giusta leggerezza del pollice sui rebbi. Magari invece c’era da tirare e ritirare la pasta all’uovo con l’Imperia, ripiegandola tante volte su sè stessa e infarinando un po’ qua e un po’ là, e poi c’era da posizionare le pallottoline di ripieno, richiudere la pasta e tagliare gli agnolotti col tagliapasta dentellato, che per me era la più bella magia al mondo. Ripensandoci mi vengono in mente il profumo preciso della pasta fresca, le mani di mia mamma con le unghie infarinate, i gesti ripetuti quasi rituali, il puf puf del sugo sul fuoco più basso, l’ultimo passaggio della striscia di pasta nella macchina che ne faceva morbide tagliatelle, la mia tazza di latte che finiva e il fondo di briciole dolci raccolto col cucchiaino.

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